L’incontro dei bloggaroli italici con l’autoelettosi mozillone-capo di Telecom Italia è stato il momento della verità della blogfest. Al di là delle chiacchiere che sono girate, s’è vista all’opera la solita vecchia bestia: i (mezzi) intellettuali di corte in atto di omaggio al (mezzo) potere di un (mezzo) potente di un ex-grande gruppo, in una coreografia adatta a preservare lui e loro da qualsiasi rischio di verità. Scena antica, che ha imbarazzato pochissimi: non ex-baby-face Bernabé, non gli organizzatori, non la maggior parte dei bloggaroli ivi riuniti a rimirare l’ombra del potere che finalmente si accorge di loro.
Archivio per la categoria ‘società’
tradimento dei chierici (1). La blogfest di Riva del Garda
Sabato 20 Settembre 2008Da Veltroni a Cerami, passando per l’Alaska
Mercoledì 17 Settembre 2008Sinalunga, Siena, scuola di formazione del PD. Veltroni parla a mille giovani. Parte una sequenza di Into the wild, con sublime frasetta dal diario del morente protagonista: “la felicità è reale solo quando è condivisa”.
Banalità da santino, priva di senso e di importanza. Conta di più la scelta del film. Into the wild è la storia del suicidio lento di uno psicotico grave, sorretto da un delirio ideologico di rifiuto di Babilonia e delle sue cose sporche, e di una regressione verso la purezza salvifica dell’Origine. Da bravo figlio della Metropoli, il protagonista cerca nella wilderness e nella simmetrica negazione del peso del corpo la possibilità di una palingenesi sociale e personale. Doppia ascesi, doppia purificazione, per liberarsi da Satana dentro e fuori.
Fin qui, niente di che: una modesta vicenda privata che ripercorre le logiche dell’anoressia, ma puntellate da una buona dose di falsa coscienza politicamente corretta. Neanche c’è da meravigliarsi che sia tanto piaciuto agli adolescenti e tardoadolescenti di una sottocultura politica che si sente sconfitta. In fondo il film sintetizza le fantasie arcadiche di una piccola borghesia semi intellettualizzata priva di progetto politico vero e di presa sulla realtà. La Metropoli ci sfugge, la Modernità ci scivola tra le mani, rifugiamoci laddove il sociale perde peso, nel Nulla di una mitica natura primitiva, e nei recessi dell’ultimo sacrario difendibile per il nostro io: il nostro corpo.
Il film è pessimo. Personaggi che sono stereotipi puri. La solita famiglia-pseudo inferno che dovrebbe (continua…)
paranoia (1). Immaginiamo complotti per colpa della morte di dio?
Venerdì 21 Dicembre 2007
Lo pretende Karl Popper, in qualche paginetta di Conjectures and Refutations. “La teoria sociale della cospirazione non è altro che una forma di [...] teismo, di una fede in divinità i cui capricci e desideri governano ogni cosa. Deriva dall’abbandono di Dio e dalla conseguente domanda: Chi c’è al suo posto? Questo posto viene quindi occupato da vari uomini e gruppi di potere, sinistri gruppi di pressione sui quali deve ricadere la colpa di aver progettato la Grande Depressione e tutti i mali di cui soffriamo”.
Dio muore, e noi, mutilati del senso delle cose, produciamo narrazioni di complotti per restituire alla realtà un deus ex machina e un surrogato di senso? Proprio non sta in piedi.
la mucillagine e Veltroni
Giovedì 20 Dicembre 2007