Lo pretende Karl Popper, in qualche paginetta di Conjectures and Refutations. “La teoria sociale della cospirazione non è altro che una forma di [...] teismo, di una fede in divinità i cui capricci e desideri governano ogni cosa. Deriva dall’abbandono di Dio e dalla conseguente domanda: Chi c’è al suo posto? Questo posto viene quindi occupato da vari uomini e gruppi di potere, sinistri gruppi di pressione sui quali deve ricadere la colpa di aver progettato la Grande Depressione e tutti i mali di cui soffriamo”.
Dio muore, e noi, mutilati del senso delle cose, produciamo narrazioni di complotti per restituire alla realtà un deus ex machina e un surrogato di senso? Proprio non sta in piedi.